Gioventù e formazione
Nicola Dunca (Dunka Miklós in ungherese o Nicolae Duncă in Romeno) nacque nei dintorni di Milcovu da una famiglia romena originaria di Maramuresiu con titolo nobiliario ungherese[1]. Questo gli permise di intraprendere la carriera militare, frequentando l’accademia militare[2]. A seguito dell’unificazione dei principati romeni del 24 gennaio 1859, divenne un ufficiale dell’esercito romeno, comandato al tempo da Alexandru Ioan Cuza.
Ricevette un’istruzione di stampo liberale ed in età giovanile abbracciò gli ideali di libertà ed indipendenza in un’Europa dominata ancora da imperi multietnici.
La spedizione dei mille
Scoppiata la seconda guerra d’indipendenza il giovane Nicola si interessò notevolmente alla causa italiana. Quando venne a conoscenza che si stava organizzando una spedizione per supportare le rivolte siciliane, decise di unirsi alla spedizione e partì per l’Italia.
A seguito dello sbarco a Marsala e dei primi successi della spedizione dei Mille, cominciò ad arrivare nell’isola un gran numero di volontari.
Le campagne risorgimentali e nello specifico la spedizione dei mille, videro una partecipazione abbastanza cospicua di volontari stranieri, nella maggior parte dei casi si trattava di romeni, polacchi e ungheresi. Una cinquantina di quest’ultimi sbarcò in Sicilia nel giugno del 1860 ed il 16 dello stesso mese il loro comandante, il colonnello Nándor Éber, richiese ed ottenne il permesso di formare un proprio contingente. In poco tempo l’unità raggiunse i cinquecento effettivi formando due squadroni di cavalleria.
Dato che era natio della Transilvania egli parlava fluentemente l’ungherese, grazie a ciò il giovane ufficiale si unì con il grado di tenente di cavalleria nella Legione Ungherese, al comando di Fülöp Figyelmessy.

Il giovane ufficiale si distinse con i suoi ussari durante l’avanzata verso la Sicilia orientale e durante la risalita della penisola. Partecipò alla battaglia del Volturno dove la cavalleria ungherese, con ripetute e feroci cariche aiutò i garibaldini a respingere l’assalto delle truppe borboniche ed a scacciarle da Santa Maria di Capua. [3] L’importantissimo ruolo che ebbero gli ussari magiari non passò di certo inosservato, lo scrittore britannico George Macaulay scrisse: “I 200 Cavalieri ungheresi, unica forza a cavallo di Garibaldi, furono a lungo lasciati liberi. Passarono sopra le batterie e passarono reggimento dopo reggimento. Troppo pochi per sbaragliare l’intero esercito, erano troppo coraggiosi, e troppo abili con cavallo e spada, per essere fermati da qualche parte su questo lato delle mura di Capua. Singolarmente e in piccoli gruppi, al calare della sera, i sopravvissuti tornarono indietro, ben soddisfatti di aver onorato il nome magiaro davanti agli occhi dell’Europa.”
Anche Garibaldi fu particolarmente colpito dagli ungheresi, specialmente da quel giovane ufficiale di origine rumena che comandava il 2 squadrone, così colpito da promuoverlo sul campo al grado di capitano.
Nicola però aveva un carattere difficile ed era particolarmente scontroso con gli altri ufficiali e soldati.
Guerra Civile Americana
Lasciatosi l’esperienza italiana alle spalle, Nicola si arruolò, insieme ad altri volontari ungheresi, nell’esercito dell’Unione nel marzo 1862 e grazie alla sua esperienza militare fu nominato capitano del 12º reggimento di fanteria degli Stati Uniti. In seguito fu assegnato come aiutante di campo al maggiore generale John C. Fremont, il cui esercito operava nella valle dello Shenandoah. Nella battaglia di Gross Keys, Virginia. L’abile e valoroso ufficiale fu ucciso da un colpo di fucile mentre trasportava uno degli ordini di John C. Frémont. Il colpo che stroncò la vita di Nicola fu sparato dal georgiano Pvt. John Long del Co. B, 21st Georgia Infantry, l’8 giugno 1862. Quando perquisirono gli effetti personali di Dunca, si scoprì che stava trasportando un dispaccio che delineava gli ordini del giorno di Fremont.
Note:
[1]: Archivio storico siciliano. Italia, Societá siciliano per la storia patria, 1978.
[3]: http://vasvary.skszeged.hu/newsletter/06dec/figyelmessy.html
Articoli correlati
Bibliografia
- Archivio storico siciliano. Italia, Societá siciliano per la storia patria, 1978.
- La Sicilia e l’unità d’Italia: atti del Congresso internazionale di studi storici sul Risorgimento italiano. Palermo 15-20 aprile 1961. Italia, Feltrinelli, 1962.
- Pivány, Eugene. Hungarians in the American Civil War. Regno Unito, Lulu.com, 2012.
- Revista de istorie. Romania, Editura Academiei Republicii Socialiste România., 1982, pag. 1133.
- Vigevano, Attilio. La legione ungherese in Italia (1859-1867). Italia, Libreria dello stato, 1924.