La cinematografia e la guerra Italo-Turca

Luca Comerio e la campagna libica

La cinematografia italiana conobbe un grande successo grazie alle ostilità in Libia, molte furono le pellicole riprese per scopo propagandistico e molti furono gli ufficiali che si dotarono di fotocamere private per immortalare le proprie vicissitudini ed i luoghi in cui si trovarono. Tra il 1911 e il 1912 tutte le maggiori case di produzione cinematografiche italiane si impegnano a fondo nel tentativo di avvalorare la ragioni dell’intervento militare con la produzione di film a soggetto di vario genere, ma tutti mirati a sostenere più o meno esplicitamente la legittimità della guerra in corso. Degni di nota sono i documentari di Luca Comerio, nei quali documenta le azioni della Regia Marina e del Regio Esercito. Dall’artiglieria alla fanteria, dagli ascari all’aviazione, tutte le branche delle forze armate italiane furono riprese dalla cinepresa e proiettate in patria, incrementando così il supporto popolare all’impresa coloniale. Egli eseguirà anche varie riprese per conto della Fiat, documentando l’utilizzo degli autocarri Fiat 15 durante la campagna libica, i quali si rileveranno fondamentali in molteplici compiti. Molte furono invece le pellicole a scopo propagandistico, per la maggior parte ambientate nel teatro di guerra, le quali miravano a promuovere la figura del soldato italiano, portatore di civiltà e di ogni e virtù e nel contempo condannavano fortemente in nemico turco ed i crimini da esso commessi.[1]

Alcuni filmati targati Comerio:

Note:

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