Nacque il 17 dicembre 1878 a Ventimiglia in Liguria da Stefano, ufficiale di carriera del Regio Esercito Italiano. Come il padre, anch’egli seguì le sue orme arruolandosi come ufficiale di complemento in Cavalleria.
La guerra Italo-Turca e la penetrazione nell’entroterra
Scoppiate le ostilità con la Sublime Porta nell’ottobre 1911 raggiunse la quarta sponda solamente nell’inverno dell’anno successivo. Era un giovane avventuroso e intraprendente, qualità che non passarono inosservate. Di certo quanto raggiunse la Tripolitania, insieme al suo 6° regg. lancieri Aosta, non passarono inosservati nemmeno il suo vistoso elmo da cavaliere e gli eleganti gambali gialli che aveva portato con sé. Dimostrò il proprio valore durante i combattimenti di Mergheb nel febbraio dello stesso anno in qualità di portaordini guadagnandosi la medaglia di bronzo al valor militare, con la seguente motivazione: “In combattimento, noncurante di pericoli, attraversava il terreno maggiormente battuto per portare ordini e rendersi pieno conto della situazione. – Mergheb, 27 febbraio 1912.”

Il Generale Briccola ne rimase particolarmente colpito e lo mise al comando di una banda di cavalieri indigeni. Questa era stata formata per iniziativa dal maggiore Bianco a Bengasi ed aveva al comando un curdo di nome Ibrahim. Diana-Crispi ebbe l’arduo compito di imporre la disciplina a quella banda irregolare la quale faceva razzia dei greggi delle bande ribelli. Il giovane tenente e la sua banda ebbero il battesimo del fuoco nella primavera del 1913 durante la presa di Benina e da lì in poi servirono come avanguardia in numerose altre spedizioni militari. Si distinse particolarmente anche nei fatti d’arme di Regima guadagnatosi la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: “Comandante della banda a cavallo, concorse efficacemente col suo reparto alla protezione dell’avanzata delle nostre truppe, dando continuo prove personali di arditezza e coraggio ed esponendosi con noncuranza del pericolo al fuoco nemico. — Benina, 13 aprile; Regima, 22 aprile 1913.”.
Nuovamente si rese protagonista nei fatti d’arme di Sidi Maius guadagnandosi questa volta un encomio solenne per aver guidato con “noncuranza del pericolo e lodevole spirito offensivo” la sua banda di informatori a cavallo in una rischiosa ricognizione. Per i risultati conseguiti nella campagna libica Secondo fu promosso al grado di capitano e rimase in Colonia fino allo scoppio della Grande Guerra.

Grande Guerra
A seguito dell’entrata nel conflitto dell’Italia egli fu richiamato in patria. Passando dalle cariche nel deserto al fango delle trincee, dopo un breve periodo ancora a cavallo, proseguì il servizio appiedato sul fronte del Carso. Nel frattempo, il 18 settembre 1915 fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. Cadde mortalmente ferito nei pressi di Monfalcone il 13 luglio 1916.