Contesto Storico
E’ l’estate del 1807 ed i Francesi ed i suoi alleati, dopo aver sbaragliato i Prussiani l’anno precendente a Jena ed Auerstedt ed il 14 giugno 1807 i Russi a Friedland, rivolsero le proprie attenzioni alla Pomerania Svedese. Il sovrano Gustavo Adolfo IV, ormai rimasto solo contro Napoleone decise di riaprire le ostilità il 3 luglio, nonostante qualche giorno dopo i suoi principali alleati nel continente firmarono i trattati di Tilsit (7-9 luglio 1807), sancendo così la conclusione delle ostilità tra Francia, Prussia e Russia.

L’impresa del soldato italiano
Alessandro Zanoli ci narra che il 16 luglio, mentre il Re svedese, alla testa del suo stato maggiore passava in rivista le proprie truppe, un giovane soldato del 4° d’infanteria di linea italiana prese la mira e sparò un colpo diretto al sovrano, ferendolo ad un orecchio. Stupito dall’accaduto Il re pregò il maresciallo Brune, per mezzo di un suo aiutante, di far consegnare a questo bravo bersagliere quattro federici d’oro. Nonostante la testimonianza di Zanoli, tutt’oggi si dibatte sulla veridicità dell’accaduto.
La disfatta Svedese

Le truppe Franco-italiane posero d’assedio in quei giorni Stralsund. La divisione italiana che partecipò alla campagna aveva una forza effettiva di circa 12,000 uomini e 2000 cavalli. L’aiutante comandante Carlo Balabio fu destinato al quartier generale dell’esercito della Pomerania.
Vista la difficile situazione in cui si trovava l’esercito svedese e la dipartita del Re, Von Essen, comandante della guarnigione svedese, decise di lasciare Stralsund il 20 agosto, rifugiandosi a Rugen. Le truppe Francesi occuparono il 24 dello stesso mese la cittadina. Nell’assalto del contingente italiano perì solamente il tenente Tressini.
Vi era ora la necessità di espugnare le piazzeforti svedesi poste nelle isole di Rugen e Danholm. Il 25 agosto 1807, mentre le batterie d’artiglieria svedesi furono colpite dai cannoni italiani e francesi, i granatieri e volteggiatori italiani furono tra i primi a penetrare nell’isola di Danholm, la quale era posta nelle vicinanze della più importante Rugen. Tra questi si distinse particolarmente il capo battaglione Cotti ed il sottotenente Marinetti del 2.º leggero, nonchè Rivaira Luigi, aiutante di campo del general Pino. Rugen capitolò infine l’8 settembre, dopo che il generale Johan Christopher Toll, comandante in capo delle forse Svedesi, trattò con Brune la resa.

Fonti
“Il 16, mentre Gustavo , re di Svezia , alla testa del suo stato maggiore visitava i posti , un giovane soldato del 4.° d’infanteria italiana , prendendolo di mira , gli scaricò un colpo di moschetto, cosicchè la palla gli fischiò alle orecchie. Il re pregò il maresciallo Brune , per mezzo di un suo aiutante , di far consegnare a questo bravo bersagliere quattro federici d’oro.“
Zanoli, Alessandro. Sulla milizia cisalpino-italiana: cenni storico-statistici dal 1796 al 1814. Italia, Borroni e Scotti successori a V. Ferra Ferrario, 1845, pag. 43.