Formazione scolastica e militare

Nacque a Napoli il 1º gennaio 1884 da Gennaro e Paone Concetta. Frequentò il Reale Istituto tecnico e nautico di Napoli Giovan Battista della Porta, nella sezione fisico-matematica, terminando gli studi nel 1904[1]. Venne ammesso qualche mese dopo all’accademia militare di Torino, ove proseguì i suoi studi come allievo ufficiale. Venne nominato sottotenente di artiglieria, con R. Decreto del 1º agosto 1907, ed assegnato alla scuola d’applicazione d’artiglieria e genio[2]. L’anno successivo fu assegnato al 3º reggimento di artiglieria da costa di stanza a Reggio Calabria[3].
Il terremoto di Messina
In quel nefasto 28 dicembre 1908, il giovane sottotenente d’artiglieria si trovava in viaggio lungo la costa calabra per recarsi presso un porto posto lungo lo stretto di Messina. Il viaggio fu bruscamente interrotto dal fortissimo terremoto che colpì violentemente le città dello stretto, provocando morte e distruzione. Alfredo si imbarcò prontamente in una torpediniera ancorata nei pressi di Reggio e fu uno tra i primi a raggiungere Messina. Si distinse particolarmente nei giorni successivi per il suo impegno e dedizione nel soccorrere la popolazione civile stremata dalla catastrofe, soccorrendo gli sfollati e chi rimase intrappolato sotto le macerie[4]. Per essersi distinto in quei giorni drammatici gli fu conferita la menzione onorevole, con R. Decreto del 6 maggio 1909 per essersi distinto nel portar soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto[5]. Venne promosso al grado di tenente nel settembre dello stesso anno, dimostrandosi uno dei migliori allievi del suo corso, e venne trasferito l’anno successivo al 4º reggimento d’artiglieria di fortezza di stanza a Messina. Fu successivamente assegnato alla formazione delle nuove batterie di mortai nel Monferrato per poi essere trasferito al poligono di Nettuno, in virtù dell’ottima preparazione e bravura del giovane ufficiale. Scoppiata la guerra italo-turca egli presentò per ben 4 volte la domanda per parteciparvi, ma per i primi anni del conflitto non gli fu concesso di prenderne parte[6]. Venne assegnato al 2º artiglieria pesante campale nel settembre del 1912 ove rimase fino alla primavera del 1914.

La razzia di El Fatia
Finalmente, nel maggio di quell’anno riuscì a mettere piede nella Quarta Sponda. Sbarcato il 27, venne assegnato, insieme al parigrado Brunacci, alla 1ª batteria libica da montagna [7]. Ai due ufficiali fu assegnato il comando di una carovana trasportante circa 200.000 L in oro e argento, dalla cittadina libica di Sirte al Fezzan. Il colonnello Miani necessitava disperatamente quei fondi per pagare soldati e viveri[8]. Fu costituita una carovana con un certo numero di cammelli, dai 30 ai 60, accompagnati da tre sottufficiali e scortati da una decina di ascari eritrei ed altrettanti gendarmi locali[9]. La stessa partì negli ultimi giorni d’agosto del 1914 da Sirte facendo tappa a Gheriat. Da qui la colonna italiana ripartì il 2 settembre verso Brak, imbattendosi, nei pressi dei pozzi di El Fatia, in una carovana proveniente dal Fezzan. Ciò che non sapevano gli ufficiali italiani è che il convoglio era stato preso in ostaggio da circa 200 predoni, i quali decisero di legare i carovanieri. Il tenente de Virgiliis, scorti uomini e cammelli, pensò si trattasse della carovana proveniente da Brak. Cinque gendarmi appartenenti alla tribù dei Mugarha chiesero all’ufficiale l’autorizzazione di andare a parlamentare con i carovanieri[10]. Ma questi, una volta giunti dai predoni, informarono questi ultimi del prezioso carico che trasportavano gli italiani e di comune accordo decisero di aprire il fuoco sulla esigua scorta di guardia al carico[11]. In pochi minuti i predoni travolsero de Virgiliis ed i suoi uomini, uccidendo la maggior parte del drappello ed inseguendo i pochi fuggitivi. Morirono i tenenti Francesco Brunacci e Alfredo De Virgiliis, il maresciallo Picchiarini Eusebio, i sergenti Marroni Nazzareno e Sciamanna Gino, sei eritrei e due arabi. Solo un ascaro eritreo riuscì a fuggire mentre un eritreo graduato fu preso prigioniero. Per i fatti di El Fatia ricevette un encomio solenne postumo con la seguente motivazione: “Per lodevole contegno tenuto, essendo di scorta ad una carovana, allorché questa fu aggredita da una numerosa banda di ladroni. El Fatia, 2 settembre 1914”.

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Note
[1]: Annali del reale Istituto tecnico e nautico di Napoli Giovan Battista della Porta. Italia, n.p, 1904, pag. 113.
[2]:Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli uffiziali dell’esercito italiano e nel personale dell’amministrazione militare. 1907, pag. 547.
[3]:Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli uffiziali dell’esercito italiano e nel personale dell’amministrazione militare, 1908, pag. 437.
[4]: Una nostra carovana di rifornimento assalita nel Fezzan. La morte del tenente De Virgiliis, Corriere della Sera, 15 settembre 1914, pag. 4.
[5]: Stato di servizio
[6]: In Libia. Una carovana italiana sorpresa nel Fezzan. Due ufficiali uccisi.
[7]: Comando 1ª batteria libica da montagna. Riassunto cenni storici della batteria.
[8]: Telegramma n. 2940, ASMAI vol.II, posizione 123/1.
[9]: La carovana era formata dai tenenti Francesco Brunacci e Alfredo De Virgiliis, dai seguenti sottufficiali: Maresciallo Picchiarini Eusebio, sergente Marroni Nazzareno e Sergente Sciamanna Gino.
[10]: Le cinque guardie locali Mugarha sono: Mohammed ben Kalifa, Alì ben Kalifa, Dau ben Farag, Ahmed ben Metuani e Alì ben Issa. Telegramma n. 15256, ASMAI vol.II, posizione 123/1.
[11]: Telegramma n. 15256, ASMAI vol.II, posizione 123/1.
Note
[1]: Annali del reale Istituto tecnico e nautico di Napoli Giovan Battista della Porta. Italia, n.p, 1904, pag. 113.
[2]: Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli uffiziali dell’esercito italiano e nel personale dell’amministrazione militare. 1907, pag. 547.
[3]: Bollettino ufficiale delle nomine, promozioni e destinazioni negli uffiziali dell’esercito italiano e nel personale dell’amministrazione militare, 1908, pag. 437.
[4]: Una nostra carovana di rifornimento assalita nel Fezzan. La morte del tenente De Virgiliis, Corriere della Sera, 15 settembre 1914, pag. 4.
[5]: Stato di servizio
[6]: In Libia. Una carovana italiana sorpresa nel Fezzan. Due ufficiali uccisi.