ABS 37: Autoblinda Africa Settentrionale

L’Italia, forte della sua esperienza nella progettazione di auto blindate, e conscia del limitato numero di autoblindo AB 40/41 messe in campo, voleva aumentare le sue forze esploranti con una nuova autoblindo. Lo sviluppo del mezzo cominciò all’inizio del 1941, si decise di utilizzare come base il Trattore Leggero TL37, un trattore d’artiglieria leggero a trazione integrale per il traino meccanico dell’artiglieria divisionale. Operò con ottimi risultati sui fronti di Africa Settentrionale, Russia e Balcani durante la seconda guerra mondiale, grazie soprattutto alle sue innate capacità fuoristrada. Verso la metà del 1941, la Fiat-SPA produsse il primo ed unico prototipo, esso fu subito spedito in Africa Settentrionale per delle prove sul campo.

Il veicolo, a trazione integrale, garantiva numerosi vantaggi per un utilizzo fuoristrada. Inoltre, le 4 ruote motrici tutte sterzanti riducevano il raggio di sterzata ad appena 4,5 metri (nello SPA-Viberti AS 43 solamente le due ruote frontali erano sterzanti). L’accensione, come nel Fiat-SPA TL37, era a manovella e montava fari ad acetilene. Il veicolo era lungo circa 4,95 m di lunghezza, largo 1,92 m ed alto e 2,5 m. Il mezzo, in condizioni normali, con il munizionamento è il carburante al completo, pesava circa 5 t. I serbatoi di carburante erano risposti nella parte posteriore del mezzo ed avevano una capacità massima di 120 l.

Propulsione

Il mezzo era dotato di un motore Fiat SPA 18VT , 4 cilindri, raffreddato ad acqua, Diesel da 52 CV, con 5 marce totali, 4 marce in avanti ed 1 retromarcia . Sviluppava una velocità massima di 52 km/h su strada ed aveva un autonomia di circa 120 km.

Corazzatura

La corazzatura era composta da piastre d’acciaio imbullonate spesse 8 mm. La corazza frontale era spessa 6 mm in quanto la configurazione anteriore del motore garantiva una maggiore protezione. Inoltre anche la parte inferiore del mezzo era spessa 6 mm. Un difetto riscontrabile a vista d’occhio analizzando le varie foto è la mancanza di protezioni per le ruote posteriori.

Vista laterale del prototipo, da notare la portiera d’accesso laterale

Armamento

Il veicolo era armato inizialmente con due mitragliatrici Breda Mod. 38 da 8mm, montate su una torretta pressoché identica a quella dell’AB 40. Questa soluzione, inadeguata per la scarsa potenza di fuoco, fu presto abbandonata. Fu deciso invece di montare una torretta derivata dal L6/40, montante una mitragliera Breda 20/65 Mod. 1935. La parte superiore della torretta fu tagliata trasversalmente e fu installato anche un supporto per l’aggiunta di un ulteriore Breda Mod. 38 da 8mm per un utilizzo contro-aereo. Gli scaffali munizioni erano sistemati nella parte posteriore dello scafo, in alto erano posizionate 5+5 cassette caricatori da 20 mm, in basso, 4 cassette per i caricatori da 8 mm. Inoltre, era presente un apparato radio Magneti Marelli RF 1 CA per le comunicazioni frai carri armati.

Equipaggio

L’equipaggio era composto da tre carristi: comandante, cannoniere e pilota. Quest’ultimo prendeva posto anteriormente, sulla destra, ed aveva a sua disposizione un portello corazzato apribile, per aumentare la visibilità durante la marcia. Da ciò di può dedurre che il comandante non prendeva posto accanto a lui, quindi il pilota rimaneva l’unico seduto sia durante la marcia e che durante il combattimento. Il comandante ed il cannoniere prendevano posto nel vano di combattimento. L’equipaggio accedeva al veicolo grazie a due portiere divise a loro volta in due portelli, poste sui lati del mezzo.

Vista di 3/4 dell’unica Autoblinda sahariana 37 mai costruita

Destino finale

Purtroppo, non vi fu alcuna possibilità di valutare efficacemente il veicolo in condizioni di combattimento. Esso fu abbandonato, nell’autunno del 1941, presso Sidi Rezegh, che si trova tra Tobruk e Bardia, a causa di un guasto alle parti meccaniche. Il prototipo abbandonato fu presto ritrovato dalle truppe britanniche quasi intatto e una sua foto è in mostra nel museo dei carri armati di Bovington. Furono ancora raccolte informazioni preziose su tale veicolo, con alcune modifiche, nacque un nuovo Veicolo trasporto truppe, l’Autoprotetto S.37, mentre l’idea dell’auto blindata venne messa da parte e ripresa solamente nel 1942.

L’unico prototipo mai costruito abbandonato presso Sidi Rezegh

Per i mesi successivi, gli specialisti di Viberti si impegnarono in varie opere di design, ma non riuscirono a completare il loro lavoro prima della capitolazione dell’Italia. Presto, tuttavia, il lavoro riprese. Ora il progetto è stato realizzato nell’interesse della Repubblica Sociale Italiana ed è stato realizzato con l’assistenza di ingegneri tedeschi. Si necessitava di un’autoblindo da ricognizione e supporto alla fanteria più economica e semplice delle AB40/41 e AB43. La AS43 fu sviluppata e prodotta nel 1944 dalla Viberti partendo dalla nostra “Autoblinda Africa Settentrionale Italiana” o “ABS37” della Società Piemontese Automobili.

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