Tattiche difensive Risorgimentali

In questo breve articolo parleremo delle tattiche difensive del Regio Esercito utilizzate durante la seconda guerra d’indipendenza. Infatti grazie ad un preziosissimo manuale rilasciato ai sottufficiali dell’esercito piemontese nel 1853, possiamo studiare le dottrine e tattiche difensive ideate.

  • Il primo requisito per una difesa efficace, di qualsiasi posto, ben difeso o no, dipende principalmente dal valore delle truppe e dal loro spirito di sacrificio, ma questo sarebbe nullo se non coadiuvato dalle capacità di comando del comandante.
  • Inoltre è necessario che le sue disposizioni siano le più chiare possibili, perché sarebbe fisicamente impossibile seguire l’intero svolgimento della battaglia, soprattutto se si difende un tratto urbano o per lo meno con un numero significativo di edifici. Inoltre la semplicità degli ordini e la facile comprensione da parte della truppa migliora notevolmente la loro efficacia, soprattutto perché dare qualsiasi istruzione od ordine risulterebbe difficile.
  • Il comandante deve distribuire la truppa uniformemente per tutti i settori che vedranno il vivo dell’azione, anche se non è possibile stimare uno standard dato che cambia in base al luogo ed al bisogno.
  • Si deve evitare di esporre troppo un settore, infatti un settore con un numero di uomini inferiore rispetto al reale bisogno rischia di compromettere l’intera difesa, causando rotte e caos che faciliteranno la vittoria del nemico. In questi casi l’unica soluzione possibile per difendere efficacemente tale luogo è di restringere l’area difendibile.

Difesa di un edificio

  • E’ di primaria importanza disporre principalmente gli uomini a pian terreno, dato che il tiro radente dei moschetti risulta essere più efficace. Detto ciò si capisce che la maggior parte degli uomini devono presenziare il piano terra ed un eventuale primo piano. Se esistono ulteriori piani bastano pochi uomini in quanto il fuoco perde di efficacia.
  • Tornando al piano terra, dovremmo avere un uomo ogni 2 metri circa anche se i numeri possono cambiare in base all’importanza dell’edificio. Vi è inoltre presente una forza di riserva all’interno dell’edificio che prende posto in prossimità dell’ingresso principale, in una posizione tale che consenta di evitare di essere colpiti da qualsiasi proiettile colpisse la porta. Essi con la baionetta innestata saranno pronti a respingere qualsiasi attaccante. Se sono presenti altri ingressi, essi dovranno essere prontamente presenziati e difesi allo stesso modo. Questi gruppi possono all’occorrenza spostarsi nelle parti più vulnerabili dell’edificio a dar man forte ai propri compagni in difficoltà.

Il comandante

  • Il comandante si troverà insieme alla riserva e dirigerà la difesa del sito, coordinando le vari operazioni di messa in opera di struttura difensive se presenti zappatori o più semplicemente anche delle operazioni per estinguere eventuali incendi.
  • Dato che è impossibile dare ordini e gestire la truppa efficacemente, soprattutto all’interno di edifici, perciò ogni edificio va diviso in settori , ciascuno dei quali di competenza di ufficiali e sottufficiali subordinati.
  • Il loro compito, oltre a quello di coordinare lo sforzo difensivo, è quello di tenere il morale alto, ricordando in ogni caso, che bisogna mantenere l’edificio fino all’arrivo dei rinforzi.

Fonti:

  • Della difesa e dell’attacco dei posti dedicato ai sottoufficiali del regio esercito, 1853

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